CRESCITA OLTRE LE ASPETTATIVE
Un buon rapporto qualità/prezzo, la partenza ex novo con tecnologie adeguate, la collaborazione di tecnici molto validi: così Annamaria Bruni spiega il successo commerciale. Il 60% della produzione, in terra di rossi, è coperta da vini bianchi.    

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FONTE: ... 11/8/2006


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AZIENDAVETRERE

CRESCITAOLTRELEASPETTATIVE

Un buon rapporto qualità/prezzo, la partenza ex novo con tecnologie adeguate, la collaborazione di tecnici molto validi: così Annamaria Bruni spiega il successo commerciale. Il 60% della produzione, in terra di rossi, è coperta da vini bianchi.

un prodotto di qualità che in passato veniva venduto in cassetta spuntando prezzi interessanti. «Negli ultimi anni però le quotazioni delle uve da vino sono crollate, fino ad annullare i margini di guadagno, ed oggi l’unica maniera per resistere sul mercato è quella di arrivare direttamente al consumatore finale». Il vigneto specializzato copre attualmente una quarantina di ettari ed è

formato da impianti allevati a spalliera (cordone speronato), con sesti 2,20x1,40 e 2,20x1 (i più recenti) e densità medie non superiori ai

4.000 ceppi per ettaro.

Tutte le operazioni colturali, dalla prepotatura alla cimatura, alla raccolta, sono meccanizzate e questa impostazione ha consentito notevoli risparmi in termini di costi di manodopera, tant’è vero che l’azienda, già fornita di un parco macchine di tutto rispetto, si doterà presto di una vendemmiatrice, optando presumibilmente per una semovente con testata intercambiabile. Il boom dell’autoctono e la voglia di tipicità stanno condizionando le scelte varietali e le cultivar internazionali lasciano progressivamente il posto a quelle che sono espressione del territorio come il Primitivo, il Negroamaro e il Fiano di Puglia, attraverso una forma di reinnesto che l’intervistata ha scoperto diversi anni fa in Argentina e che, praticata in piena fioritura, nel periodo di maggio-giugno, garantisce una raccolta abbondante già nell’anno successivo all’intervento.

scontare gli errori dell’adattamento di strutture preesistenti, e, altro aspetto fondamentale, la collaborazione di tecnici molto validi». La decisione di puntare sulle uve da vino in sostituzione di quelle da tavola risale a più di 15 anni fa mentre la ristrutturazione dell’antica cantina scavata nel tufo ai primi dell’Ottocento è una scelta recente, dettata dall’esigenza di completare la filiera. Il criterio è sempre stato quello di fare

Montemesola (TA) – Passare nell’arco dei primi quattro anni di produzione diretta da 30 mila a 200 mila bottiglie è sicuramente un risultato eccezionale per un’azienda vitivinicola, in una fase di mercato sicuramente non brillante. Annamaria Bruni, titolare insieme alla sorella Francesca dell’azienda Vetrere (300 ettari coltivati, parte in agro di Taranto e parte in agro di Bari, tra Bisceglie e Trani), è la prima ad interrogarsi sulle ragioni di un successo per certi versi al di là delle aspettative. «Al primo posto metterei il buon rapporto qualità/prezzo, poi il fatto di essere partiti ex novo con le tecnologie adeguate, senza dover